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Scenari di relazione

C'era una volta il signor 'prendo', il signor 'scambio' e il signor 'dono'.

Tre tipi di persone molto diversi.

Tre modi di pensare e agire molto diversi.

Il signor 'prendo' appariva sempre impeccabile nel vestiario. Loquace, padrone di ogni conversazione, sicuro di sè. Sguardo fiero e posizione eretta. In un certo senso, sembrava invincibile. "Devi dominare e mai essere dominato", ripeteva a tutti, sempre.

Il signor 'scambio' era sempre attento e concentrato perché ogni sua azione avesse un risposta, un 'ritorno', di qualunque natura. Non si esponeva mai, senza pianificare prima il suo 'ritorno'. "Do ut des. Guai non pensarci prima", ripeteva.

Il signor 'dono' era quello meno in vista di tutti. Ai più dava l'impressione di essere dubbioso, impacciato, desideroso di non apparire, non chiedere, non dare nell'occhio. Donava, senza aspettarsi nulla in cambio.

Un giorno, il signor 'prendo' entrò in un ristorante. Aveva appuntamento con il signor 'dono'.

Si avvicinò, seguendo il suo consueto rituale di conquista. Sorrise, strinse la mano con decisione. Nessuno poteva resistere alla sua favella. Era lui il centro e l'inizio di tutto.

Iniziò il suo corteggiamento, fatto di capacità oratoria, abilità persuasive e fermezza. 'Quando parlo con gli altri penso solo a mostrare il mio bigliettino da visita migliore', ripeteva fiero. Ogni essere umano era per lui un trampolino di lancio per un'ulteriore missione di conquista. Non poteva fermarlo nessuno. E quel giorno prese tutto ciò che poteva prendere, senza ricevere resistenza.

Il giorno dopo, il signor 'prendo' incontrò nello stesso ristorante un altro individuo, il signor 'scambio'. Questi gesticolava in modo assai strano, quasi simulasse trattative al mercato rionale. Si accostò e seguì il suo consueto copione. "In fin dei conti è un avversario", pensò tra sé, "va eliminato".

Il signor 'scambio', dal canto suo, squadrò da cima a fondo il rapace avvoltoio che si era presentato davanti a lui, pensando a come poterlo privare di qualcosa, in cambio di qualcos'altro. Il gioco del compromesso più egoistico animò i due nel teatrino dell'incontro di puro interesse. Nessuno spazio per il dialogo, il confronto, l'ascolto. Spazio a un mero baratto economico.

L'indomani, il signor 'prendo' aveva appuntamento nello stesso ristorante. La persona che doveva incontrare era nuovamente il signor 'dono', che però non era già seduto, ma sembrava tardare. Attese. Ripetè tra sè "sta per arrivare, in fin dei conti ha bisogno di me, ma questo ritardo lo farò pagare".

Ma questa volta non arrivò nessuno.

Era solo.

Non vi erano persone da affabulare, tesori da depredare, finzioni da inscenare.

Era solo, in mezzo ad altri tavoli affollati di gente impegnata a fare affari o mangiare.

Alcuni istanti dopo si avvicinò un cameriere e gli consegnò una busta, che recava sopra una scritta: "Per il sig. 'prendo'. GRAZIE".

Indispettito, aprì la busta per scoprire cosa potesse esservi all'interno della stessa.

Proprio non poteva immaginarlo, lui, il re dell'azione e dell'iniziativa, ora destinatario passivo e incredulo di un messaggio.

Era un testo di poche righe, scritto su un foglio semplice.

"Caro signor 'prendo', sono il signor 'dono'.

Ci siamo incontrati alcuni giorni fa in questo stesso ristorante. Le scrivo queste poche righe perchè la volevo ringraziare. Non si affanni a interrogarsi, capirà ora il perché.

Grazie per la sua apparente e ingannevole eleganza, rende la mia ingenua semplicità un dono prezioso da custodire.

Grazie per la sua saccenza, rende la mia ignoranza una sete di apprendimento che mi spinge a conoscere.

Grazie per la sua smania di potere, rende la mia incapacità di conquista un baluardo a difesa della mia umiltà, del mio lavorare sodo, del mio volermi donare agli altri.

Grazie per i suoi sorrisi affabili ma ingannevoli, mi ricordano che sorridere con gli altri deve essere un gesto di spontaneità e non una chiave per accedere alle porte nascoste dell'animo altrui.

Grazie per avermi insegnato a vivere con maggiore attenzione, a proteggermi da persone come lei.

Grazie per aver fatto nascere in me la forte consapevolezza che donare è un gesto di relazione, sempre, e che mai potrei barattare il mio sacrificio, il mio impegno, spesso silenzioso, nel bene e nel male, con la sua smania di protagonismo.

Grazie per avermi ricordato che, contrariamente alla sua sicurezza così ostentata, per me è ancora lungo il cammino di crescita.

Grazie.

Firmato. Signor 'dono'".

Il signor 'prendo' restò un attimo in silenzio dopo aver letto la lettera.

Si guardò intorno e controllò che ore fossero. Ordinò un caffè, chiese il conto, prese il suo cappotto e uscì dal ristorante con sguardo fiero ed altezzoso.

Di lì a poco avrebbe continuato a stringere mani, sorridere e agire come sempre aveva fatto.

Il signor 'dono', invece, si era rimesso in viaggio, era partito di buon'ora il mattino.

Lo attendevano grandi cose.

Una nuova esistenza. Tante idee. Tanti progetti. Tante iniziative. Lo stesso entusiasmo di un bambino.

Camminava e pensava al grande insegnamento di vita appreso.

Non sempre ciò che luccica è davvero luce. Non sempre ciò che appare ombroso è negazione di vita. Non sempre ciò che conquista è meritevole di sguardi di ammirazione.

"Il mestiere più impegnativo è proprio quello di chi si dona", pensava, "perché spesso ci si trova ad attraversare valli e deserti molto distanti dal successo, vivere attimi di difficoltà, sacrificio, silenzio, percorrere strade assai accidentate, cadere in lunghe attese senza spiragli di sole".

"Alla fine, però, chi 'dona' riesce sempre a trasformare i propri sogni in realtà, la propria ricerca in voglia di esistenza, il proprio affidarsi in unione con l'altro", ne era certo.

Camminava, scortato dalla speranza sempre accesa.

Più camminava e più si rendeva conto che il cammino si svelava sempre più interessante ogni giorno, e che la vita dona innumerevoli segnali di nuovo inizio che, sebbene in balìa della corrente, fortificano e animano una continua scoperta.

E noi? Chi decidiamo di essere e diventare?

Nel link un bello speech al TED di Adam Grant, che vi consigliamo di ascoltare ('Are u a giver or a taker?').

Di Grant consigliamo anche un libro molto interessante, intitolato 'Give and take'. Una lettura stimolante.

Professione e futuro – Capturing technological innovation in legal services 2017

Professione legale e futuro – Capturing technological innovation in legal services 2017 – Avv. Alberto Mascia

La Law Society of England and Wales ha pubblicato uno studio di 116 pagine intitolato ‘Capturing technological innovation in legal services‘, nel quale vengono posti in correlazione il settore legale in Inghilterra e le nuove tecnologie – l’automazione avanzata, l’apprendimento automatico (machine learning) e l’intelligenza artificiale (AI) -, per arricchire e potenziare le capacità di avvocati e studi legali attraverso servizi, strategie e strumenti operativi inimmaginabili anche pochi anni fa. Il profondo cambiamento della professione di avvocato, in stretto parallelo agli stravolgimenti sempre più repentini guidati dalle nuove tecnologie, da diversi anni ha reso indifferibile la riflessione sul presente e futuro della professione legale, e in generale di ogni professione.

Nella ricerca pubblicata il cambiamento tecnologico è visto come una grande opportunità per gli avvocati di innovare la propria professione. Gli intervistati sono veri e propri pionieri e ‘early adopter‘ di nuovi modi di lavorare, i quali possono offrire a coloro che ancora guardano il fenomeno dai margini, intuizioni, esempi, pratiche e modelli da seguire. Per questi pionieri, l’innovazione è uno strumento messo al servizio della visione.

Al di là dell’ambito geografico nel quale la ricerca è stata effettuata, e dei suoi contenuti specifici, complessi da riportare nel dettaglio in un articolo, è opportuno e importante riflettere e soffermarsi sui principali e più significativi spunti operativi e strategici che la ricerca individua.

Alcuni numeri iniziali. Quasi 3/4 delle law firm intervistate concordano (47%) e concordano fortemente (24%) che l’innovazione è fondamentale per sfruttare le opportunità e differenziare il proprio studio, aprendosi all’imperativo del cambiamento. In diversi studi legali vi è un divario tra la necessità ‘riconosciuta’ di cambiare e il fare i primi passi verso l’innovazione, per tutta una serie di motivi, tra cui la mancanza di fiducia, di finanziamento, di consapevolezza sul ‘come’ iniziare, o una sconnessione con i senior che prendono le decisioni. Più della metà degli intervistati ha dichiarato che il proprio studio vuole aspettare cosa accadrà, lasciando che siano i pionieri e i secondo utilizzatori a indicare la strada da seguire.

L’attenzione della ricerca si è indirizzata soprattutto su alcuni studi legali pionieri prendendo in esame tre aree in cui la tecnologia influirà sul vantaggio competitivo:

(1) innovazione di prodotto (la tecnologia apre nuove aree di ‘lavoro’ nel settore legale e offre nuove modalità di fornire servizi ai clienti);

(2) processo di innovazione (la tecnologia cambia il modo in cui i servizi sono forniti e l’automazione aiuta ad aumentare la produttività degli avvocati);

(3) innovazione strategica (studi più trasparenti sui prezzi e flessibili con le risorse).

La ricerca rivela che le tecnologie ‘legali’ quali il Natural Language Processing (NLP), l’Intelligenza Artificiale (AI) e gli Assistenti Virtuali, per citarne alcune, offrono possibilità stimolanti per il modo in cui i processi legali possono evolvere o essere reinventati per il futuro, ma sono ancora sconosciute ovvero inesplorate dalla maggior parte dei professionisti del settore.

Nella pratica, l’innovazione tecnologica si presenta con specifiche soluzioni, alcune delle quali vengono di seguito riportate, traendole direttamente dalla ricerca.

Working smart. Gli studi che seguono società fondano l’innovazione su una stretta collaborazione con le stesse, per fornire loro un servizio adatto alle loro esigenze. Cambia il comportamento dei clienti e ciò influenza il modo in cui ogni studio fornisce loro i propri servizi e i differenti modi in cui i clienti si aspettano di interagire.

Innovation hubs. Centri, laboratori, ambienti in cui incubare e accelerare innovazione sono diretti a gestire problemi e questioni legali, attraverso collaborazione e co-innovazione, vera e propria componente chiave dei modelli di business e della innovazione tecnologica in molti studi legali che guardano in avanti.

Robotic Process Automation (RPA). Robot legali, automatizzazione di processi, lavori e operazioni ripetitivi, attività di backoffice gravose, che riduce i costi, assicura rapidità, rimuove il rischio di errore umano, genera maggiore conformità di risultato e libera lo staff per svolgere consulenza e tecnici, aggiungendo valore ai clienti.

Machine learning e Intelligenza Artificiale (AI). Gli algoritmi di machine learning sono (software di AI) progettati per rilevare modelli nei dati e applicarli a nuovi dati per automatizzare specifiche attività. In test di confronto tra i sistemi di apprendimento automatico e il lavoro umano, è stato notato un significativo risparmio di efficienza e tempo nell’utilizzo dei primi.  L’apprendimento automatico funziona meglio in presenza di una grande quantità di dati significativi a disposizione. L’apprendimento automatico potrebbe non essere applicabile a molte attività svolte dagli avvocati e ci sono limiti su alcuni concetti legali (es. ragionevolezza, giustizia).

Predictive Analytics. Le analisi predittive estraggono informazioni da dataset esistenti per determinare previsioni su risultati e trend. Tali strumenti aiutano gli studi legali a gestire il rischio nel processo di decision-making.

Agile resourcing. Cambia il come, quando e dove gli avvocati del futuro scelgono di lavorare (freelance). Determinati sistemi ‘snelli’ (es. BLP’s Lawyers on Demand (LOD) consentono di flettere la dimensione e le capacità del team legale di uno studio legale, in caso di necessità, offrendo expertise senza . L’economia on-demand è il risultato dell’accoppiamento della forza lavoro flessibile con lo smartphone, tutto a portata di click.

Virtual assistants, livechat, chatbox. Società tecnologiche investono su processi di linguaggio naturale, sul deep learning, software di intelligenza artificiale, per creare strumenti innovativi per l’interazione con gli utenti. I chatbots combinano l’intelligenza artificiale con il riconoscimento vocale, con l’obiettivo di creare con gli utenti una comunicazione più simile a una ‘umana’ che a una con un software di AI. Tale modello riduce i costi per le aziende e aumenta l’efficienza per i clienti. Il chatbot presenta un’accessibilità amichevole e, attraverso l’apprendimento automatico, risponde alle domande più frequenti (FAQ). Gli assistenti virtuali possono inserire nuovi clienti e, per lo studio legale, aiutare a gestire l’allocazione del lavoro, il flusso di lavoro e lo stato di un progetto. Gli assistenti virtuali possono fornire un dashboard mostrando quanti casi legali ci sono, quali avvocati li stanno trattando, la durata media di particolari tipi di casi, i diversi risultati, consentendo allo studio di distribuire le risorse in modo ottimale per lo stesso studio e per i clienti.

Innovating for access to justice. Un numero crescente di strumenti tecnologici può facilitare l’accesso alla giustizia. Molti di questi sono in uso ovvero in fase di test da parte degli studi legali e delle agenzie di consulenza, ma con frequenza compaiono nuovi strumenti, sostenuti da eventi come hackathons legali, law school competitions, innovation hubs, e accesso al finanziamento, ma l’adozione degli strumenti migliori è sporadica e il loro uso è ben lungi dall’essere diffusa. Tra gli strumenti ci sono la diagnosi dei problemi, la consegna di informazioni personalizzate, il supporto di self-help, lo streaming in percorsi successivi alla risoluzione.

La ricerca propone poi una guida operativa per l’innovazione degli studi legali, individuando tutta una serie di passi iniziali. La tabella che segue, inserita nella ricerca in commento, suggerisce alcune domande che gli studi possono porsi per comprendere la loro attuale posizione e dove c’è spazio per cambiare (modi per generare idee, affrontare le barriere, migliorare i processi).

La capacità degli studi legali di collegare gli sviluppi attraverso l’innovazione tecnologica e la collaborazione saranno un fattore importante, conclude la ricerca, per il loro successo nei mercati futuri.

Per consultare il pdf contenente tutti gli approfondimenti innanzi menzionati digita sul link che segue: Capturing technological innovation in legal services 2017

Avvocati e tecnologia

“Leadership al femminile e futuro al digitale”, A. Mascia

L’anticipazione del futuro passa attraverso la trasformazione dell’invisibile in visibile, un processo di innovazione che parte da una o più visioni e sfocia in mutamenti e risultati tangibili. Leadership al femminile e digitale sono due termini che sembrano appartenere a un’unica dimensione, quella del futuro, del cambiamento, dello sviluppo. Un futuro prossimo, già percepito e in parte sperimentato, che si snoda attraverso un percorso che lega la rottura di vecchie tradizioni all’apertura verso nuove sfide, la scarsa appetibilità di modelli organizzativi, promozionali, gestionali, ormai superati e inutilizzabili, alla capacità di osare con intelligenza, modernità e celerità.

La centralità e il peso crescente che il ‘digitale’ ha assunto in ogni settore della vita personale, educativa, scolastica, universitaria, editoriale, professionale, commerciale, lavorativa, istituzionale, sono sintomatici di un cambiamento radicale, continuo e costante, sempre più visibile negli ultimi anni, una vera e propria realtà da tenere in considerazione e non più una mera speranza. Cambiamento sempre più necessario, che porta opportunità di grande interesse e rilievo soprattutto per lo sviluppo della vita professionale, economica e istituzionale di un Paese, di un mondo intero.

(…)

Orientarsi verso il digitale significa avere la capacità di costruire un nuovo modo di pensare, una nuova cultura, prima ancora che pensare a costruire un ponte solido attraverso cui traghettare con consapevolezza e capacità spazi, idee, contenuti, tutti proiettati verso una dimensione non più materiale, ma immateriale, potenzialmente suscettibile di infiniti utilizzi e applicazioni, in ogni contesto della vita. Le iniziative che in ambito nazionale e internazionale si stanno susseguendo sono davvero molteplici e lasciano intravedere sin da subito ampi margini di sviluppo e crescita, in considerazione della necessità, condivisa anche a livello istituzionale europeo e internazionale, di cogliere questa importante e impegnativa sfida e orientarsi verso nuovi orizzonti: dall’editoria online alle nuovi reti sempre più veloci, dall’utilizzo del digitale in scuole e università alle fiere online, dalla gestione digitalizzata di procedimenti amministrativi alla semplificazione degli adempimenti burocratici, dalla nascita di nuove professioni legate al web e al digitale alla proliferazione di app, tutorial e strumenti sempre più innovativi e tecnologicamente avanzati.

Per consultare il testo integrale dell’articolo, clicca sul link che segue: Digitale al Femminile – Mascia